AUTODROMO ENZO E DINO FERRARI

Indirizzo: Via Fratelli Rosselli, 2 - 40026 - Imola (BO)
Tel.: +39 0542 634511
Fax: +39 0542 30420
Lunghezza: 4.959 metri

Sito Internet: www.autodromoimola.com
   

Questo circuito - su cui hanno corso i più grandi corridori automobilistici di ogni tempo - venne ideato alla fine degli anni anni '40 dall'ESTI (Ente Sport e Turismo Imolese) al fine di rivitalizzare la depressa economia della zona che, come molte altre, risentiva dei disagi del dopoguerra. Furono messi in cantiere diversi lavori pubblici che prevedevano, fra l'altro, la costruzione di una strada di collegamento tra la via Emilia e il vicino centro di Codrigano.
Da questo progetto presero spunto un gruppo di amici - Alfredo Campagnoli, Graziano Golinelli, Ugo Montevecchi e Gualtieri Vighi, cui si aggiunse poi Checco Costa - che progettarono la realizzazione di un autodromo nella zona.

La posa della prima pietra del circuito imolese avvenne il 22 marzo 1950; un primo collaudo si ebbe il 19 ottobre quando Enzo Ferrari fece provare una 340 Sport sulla quale si alternarono i piloti Alberto Ascari, Giannino Marzotto e Luigi Villoresi. In quella occasione vi furono prove anche di motociclismo, col campione della Gilera Umberto Masetti. Dovettero passare tre anni perché, il 25 aprile 1953, avvennisse l'inaugurazione ufficiale con una gara motociclistica GP CONI valida valida per il campionato italiano delle classi 125 e 500.

L'automobilismo fece il suo debutto a Imola il 20 giugno 1954 con la Conchiglia d'oro Shell per vetture Sport, con una grande sfida tra Ferrari e Maserati: Umberto Maglioli (su Ferrari) giunse primo davanti a Musitelli e Luigi Musso che guidavano delle Maserati.
Il 21 aprile 1963 per la prima volta l'impianto imolese ospitò una gara di Formula 1, seppur non valida per il campionato mondiale, vinta da Jim Clark su Lotus, in una gara boicottata dalla Ferrari per via di alcune diatribe con gli organizzatori. Ciò nonostante, la massima categoria automobilistica non tornerà a correre dalle parti del Santerno per molti anni.

L'autodromo entrò nei calendari di molte categorie automobilistiche e motociclistiche, soprattutto per quel che riguarda le gare endurance, con la 1000 chilometri automobilistica e la 200 miglia motociclistica.

Nel 1970 l'autodromo prese il nome di Dino Ferrari, il figlio di Enzo prematuramente scomparso negli anni '50. Due anni dopo importanti lavori vennero realizzati nella zona del traguardo, con la costruzione della Variante Bassa per rallentare le percorrenze nel rettilineo dei box. Un'altra variante, la Variante Alta venne creata nello stesso periodo per spezzare il tratto che scollinava verso le curve della Rivazza.Sempre negli anni '70, col passaggio della gestione dell'autodromo dal Moto club Santerno alla SAGIS , la direzione dell'autodromo riallacciò i contatti con la Formula 1 per ospitare una gara titolata.

Dopo diversi sopralluoghi da parte della FOCA e dei piloti, ulteriori modifiche vennero realizzate per ampliare le vie di fuga, mentre laddove ciò non è possibile il disegno del tracciato fu modificato, come nel caso della chicane inserita nella curva delle Acque Minerali.

Finalmente nel 1979, con il completamento dell'impianto e l'eliminazione dei tratti utilizzati per la viabilità urbana, il circuito divenne permanente, e il 16 settembre, con il Gran Premio Dino Ferrari, gara non titolata, iniziò la nuova era della Formula 1 per Imola. L'anno successivo, il 14 settembre 1980, l'autodromo di Imola ospitò la sua prima gara di Formula 1 valida per il titolo mondiale: il 51° Gran Premio d'Italia, in quella circostanza spostato dal circuito di Monza. Dall'anno seguente, tornata la tappa italiana del mondiale a Monza, la pista imolese divenne sede del Gran Premio di San Marino. A seguito della scomparsa di Enzo Ferrari, il 14 agosto 1988, al nome del figlio Dino venne affiancato quello del Drake .

Dopo la tragica edizione del Gran Premio di San Marino del 1994, nella quale persero la vita i piloti Roland Ratzenberger e Ayrton Senna, il circuito ha subito nuove e radicali modifiche, in modo da renderlo meno pericoloso. La curva del Tamburello , teatro dell'incidente di Senna durante il settimo giro della corsa, è stata sostituita da una più lenta chicane, meno spettacolare ma più sicura, mentre il curvone dove picchiò Ratzenberger elle qualifiche, denominato Villeneuve , è stato a sua volta soppiantato da due curve lente.

Modificato anche il tratto denominato Acque Minerali , dove ora ci sono due pieghe veloci al posto della vecchia chicane, le curve Rivazza , e la Variante Bassa , punto in cui Rubens Barrichello, sempre nel 1994, rischiò la vita a causa di un brutto incidente.




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